Cirié, storia

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Pochi Appunti di storia di una Città

Ciriè, Città d'arte della Provincia di Torino allo sbocco delle Valli di Lanzo. "Terra non certo delle ultime — scriveva negli anni venti Angelo Sismonda, autore dell'unica storia cittadina — terra anzi *' cospicua tra le subalpine e che febbe sua parte nelle grandi mutazioni di fortuna, di domimi, di genti nel paese italico a cominciare dai tempi più remoti fino a quelli a noi più vicini". Ai piedi del lato sud-ovest dell'altopiano delle Vaude, circondata dal naturale scenario prealpino è raggiungibile in tempi brevissimi dal capoluogo piemontese percorrendo un moderno raccordo autostradale e dista chilometri dall'aeroporto "Sandro Pertini" di Torino-Caselle. Il suo antico nome "Cerretum" e gli avanzi di epoca romana la dicono sorta al tempo della conquista romana della Gallia Cisalpina facendo il suo ingresso ufficiale nella storia grazie alla sua strategica posizione vicino ai torrenti Banna e Stura, allo sbocco di tre Valli e a cavaliere di un nodo stradale importantissimo.
Il trinceramento romano esistente sul territorio era attorniato da foreste con grande quantità di alberi di cerro; forse per questo motivo, in conformità al costume romano, l'accampamento venne chiamato "Castrum Cerreti", nome modificatosi in Ciriacum con l'avvento del cristianesimo, seguendo l'uso del tempo di scegliere un Santo protettore (per l'appunto San Ciriaco) che si avvicinasse il più possibile a quello del proprio comune, l'importanza militare individuata dai Romani e confermata dal fatto che a Ciriè esisteva già prima del XIII Secolo un importante Castello che divenne nel secolo successivo la dimora della figlia di Amedeo V di Savoia, la Marchesa Margherita vedova di Monferrato che vi portò una corte festosa e vivace. Fu questo della Castellania di Margherita per il Borgo di Ciriè un periodo di grande prosperità che si animò con nobili famiglie, le quali con squisita sensibilità per il bello, diedero un nuovo volto al paese.

Questa fiorente e lunga genealogia di Casa Savoia finì allor quando con uno scambio di concessioni terriere da parte di Gian Gemiamo D'Oria genovese (1576), la Castellania passò alla casa dei Marchesi D'Oria che pose la sua residenza in Ciriè come luogo principale dei suoi Feudi e ivi regnò sino agli inizi del 1900. Forte di questa storia passata Ciriè con fierezza conserva vesti-gia di epoche storiche ben conservate nel tempo: purtroppo dall'antico e insigne Castello non si può parlare che di cosa che fu, poiché distrutto dai soldati francesi di Francesco 1° nel 1536. Una vecchia torre testimonia come attorno al 1300 il Borgo fosse racchiuso entro una solida cerchia di mura; ancora ben conservate lungo la strada maestra, sostenute dai bassi portici le quattrocentesche case con la facciata in cotto e la torre di epoca medioevale. Come ogni altra terra piemontese, anche Ciriè nel tempo passò attraverso le guerre per le successioni ai troni di Spagna e Austria, l'invasione delle truppe del generale Bonaparte, con disastrose conseguenze che provarono il popolo e lo accompagnarono nel lento cammino dei secoli con i suoi splendori e decadenze che hanno caratterizzato la storia sino ad arrivare a quella che oggi noi stiamo vivendo. A Ciriè Vittorio Emanuele con decreto datato 8 giugno 1905 concede il titolo di Città "... dichiariamo inoltre che alla stessa Città spetta il diritto di fare uso della stemma civico che è di rosso alla croce d'argento accantonata al primo e al quarto punto da una torcia accesa d'oro............"